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PERCHE’ RICICLARE ? COME IL NOSTRO PROGETTO RE-BORN Shoes PUO’ CONTRIBUIRE AL RICICLO ? COSA STIAMO RICICLANDO PER TRASFORMARE ?

Se nel secondo dopoguerra il problema era la carenza di materie prime, quello odierno è invece l’enorme quantità di materiale di scarto generata da un irresponsabile eccesso dei consumi. L’impatto di questo fenomeno sull’ambiente è ormai sotto gli occhi di tutti e le tematiche dell’ecologia sono entrate prepotentemente nell’agenda dei governi e delle istituzioni internazionali.

Questo stato di cose potrà cambiare solo grazie a una nuova consapevolezza ambientale da parte di produttori e acquirenti, unita ad una conoscenza più approfondita delle caratteristiche dei beni che decidiamo di acquistare (come e dove sono prodotti, con quali materiali, in quali condizioni e con quali mezzi); queste informazioni saranno alla base di una scelta etica che avrà ricadute positive non solo sull’economia ma anche sulla nostra qualità della vita e sul nostro ambiente.

Prendendo le mosse dalla riflessione su questi temi, abbiamo constatato che molti materiali di scarto potevano diventare ottime materie prime per le nostre calzature. E’ questo in definitiva il principio fondamentale della economia circolare, dove lo scarto di un processo produttivo diventa risorsa per un altro.

Abbiamo quindi iniziato una intensa attività di ricerca delle materie più adatte al nostro scopo; è stato un viaggio che ci ha portato attraverso depositi ricolmi di pneumatici, magazzini di vestiti e tessuti dismessi, velerie ecc...

Ecco alcuni dei materiali da noi riutilizzati:

VELE USATE

Le vele sono il motore stesso delle imbarcazioni. Sono fatte di tessuti di alta qualità, idonei a resistere alla forza dei venti, alla corrosione della salsedine e ai raggi ultravioletti del sole. Vanno mantenute con cura: dopo ogni utilizzo devono essere lavate con acqua e sapone, ripiegate e riposte. La loro vita media è solo di alcuni anni; poi l’inevitabile deterioramento porta la vela a sgualcirsi e strapparsi in alcuni punti diventando di conseguenza inadatta al suo scopo originario.

PNEUMATICI USATI

La durata degli pneumatici usati sui vari tipi di veicoli dipende da una lunga serie di fattori, fra i quali le condizioni di immagazzinamento precedente l’acquisto, la tipologia di veicolo su cui sono montati, le modalità di utilizzo e lo stile di guida del conducente. In genere, comunque, dopo una decina d’anni la scolpitura del battistrada si sarà assottigliata oltre gli 1,6 mm - ovvero il limite minimo previsto dalla normativa europea - e questi dovranno essere sostituiti.

Gli pneumatici fuori uso non possiedono più le caratteristiche idonee al loro scopo originario; tuttavia diventano spesso una ottima risorsa per altre filiere di produzione. Infatti, la gomma di cui sono costituiti è fatta di una miscela di polimeri di altissima qualità con eccezionali caratteristiche chimico-fisiche che restano inalterate anche nella gomma riciclata che se ne ottiene. Noi la usiamo per confezionare le suole delle nostre scarpe!

OMBRELLONI USATI

Alla fine della stagione estiva, molti centri balneari si ritrovano con i magazzini pieni di ombrelloni rotti e ormai inutilizzabili. Per quanto l’intelaiatura in alluminio sia compromessa, il tessuto di cui è fatta la parte superiore è spesso ancora in buone condizioni. Questo è fatto di materiali di ottima qualità che possono essere reimpiegati in molte forme; in genere si tratta di policotone molto resistente, capace di far fronte a ogni genere di stress atmosferico (sole,pioggia,acqua salata ecc).

SDRAI DA SPIAGGIA USATI

Gli stabilimenti balneari dispongono inoltre stagionalmente di una grande quantità di sdrai da spiaggia usati. A causa dell’uso intensivo, questi vengono mandati al macero soltanto dopo una o due stagioni. Anche in questo caso, la stoffa di cui è rivestita la struttura possiede caratteristiche che la rendono altamente adatta a diventare parte della tomaia delle nostre scarpe. Sono proprio i colori sgargianti e la quantità di fantasie di questi tessuti che contribuiscono a dare un tono “estivo” al design delle nostre scarpe!

JEANS USATI

Nati probabilmente già nel XV secolo come pantaloni di tessuto resistente particolarmente adatti ai lavoratori manuali come marinai, minatori ecc., i jeans vennero inizialmente prodotti nella città portuale di Genova (blue-jeans deriverebbe dal francese bleu de Gênes, ovvero “blu di Genova”) e nella città francese di Nîmes che darà il nome al “denim”, il tessuto di cui sono fatti. Brevettati nel 1873 negli Stati Uniti da Jacob W. Davis and Levi Strauss, questi pantaloni vennero popolarizzati come vesito casual da Marlon Brando e James Dean attraverso i loro film negli anni ’50 del Novecento finendo poi col diventare uno dei più comuni capi di vestiario in Occidente.

Il denim di cui sono fatti i jeans è composto da cotone e lino e viene prodotto con una tessitura in diagonale che rende la sua fattura particolarmente robusta. Se la popolarità di questo capo d’abbigliamento fa sì che i jeans di scarto siano facilmente reperibili e in grandi quantità, la buona fattura e l’alta qualità del materiale di cui sono fatti li rende assai adatti al riciclo nelle filiere calzaturiere.

ASCIUGAMANI USATI

Hotel e strutture di ricezione turistica usano quotidianamente centinaia di asciugamani, che devono essere lavati e stirati quasi quotidianamente. E’ questo il motivo per cui questi si sciupano rapidamente diventando inutilizzabili nell’ambito alberghiero. Anche in questo caso tuttavia il riciclo si rivela un mezzo efficace per prolungare la vita dei tessuti che li compongono: la spugna di puro cotone, soffice e confortevole al contatto con la pelle è l’ideale per foderare l’interno delle calzature conferendo comfort e comodità.